La chiave

scritto da Annabelle
Scritto 21 ore fa • Pubblicato 2 ore fa • Revisionato 2 ore fa
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Poe
- Nota dell'autore Annabelle

Testo: La chiave
di Annabelle

Sono venuto perché la lettera tremava,
c'era quella frase sola:
La casa ha la febbre.
Nella tasca ho portato una chiave,
che apre la mia scrivania, non le tombe e i segreti, di qui.
Ma pesa lo stesso, come se la serratura
mi cercasse prima di esistere.
Le stanze odorano di tela bagnata e gesso;
un pittore lavora ad un volto,
che invecchia più in fretta della modella.
Conto i colpi di tosse oltre la porta,
poi il silenzio:
Quinta notte, scendiamo
in cantina.
C'è una chiave sotto ad un mattone,come
un segnaposto per qualcosa che non ho salvato.
Dopo, sentiamo passi sulle scale:
Il mio amico, tace e ascolta.
Ma io nego a voce alta,
e rigiro quel ferro freddo in tasca
come se zittisse i passi.
Quando lei risale, ha la terra nei capelli,
non porta un nome, porta solo massa.
La porta indietreggia, il corridoio si stringe
e la chiave mi batte contro le costole:
Un attrezzo in meno, un testimone in più.
Lui cade nominando l'amante, la casa e la sua colpa,
tutte parole che iniziano con lo stesso respiro.
Io corro dietro lo stagno, che riflette la casa a testa in giù.
La crepa verticale, che correva dal tetto alle radici,
finalmente si può toccare.
Fuori, nel fango, apro il pugno:
La chiave c’è ancora,
senza graffi, senza gloria,
non ha aperto nessuna porta.
Ha solo contato i battiti del tempo, nella clessidra della morte, finché
la casa,la colpa, il mio amico e lo spettro dell'amante, hanno finito di contare i loro battiti, tra  il gelo del cuore ed il tempo.

La chiave testo di Annabelle
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